Spectre Film

Un teschio dipinto sul volto, una parata di Día de Muertos che si trasforma in un balletto di morte annunciata: così si apre Spectre, e già dai primi minuti è chiaro che non stiamo assistendo a un film d'azione qualunque. Città del Messico diventa il palcoscenico di una missione non autorizzata che trascina lo spettatore in un vortice di segreti, cospirazioni e fantasmi del passato, quelli veri, quelli che tornano a bussare quando meno te lo aspetti. Il James Bond di questo capitolo è un uomo che scava nella propria storia personale, scoprendo che dietro ogni nemico affrontato negli anni precedenti si nasconde un disegno più grande, un'organizzazione oscura il cui nome dà il titolo al film.
Il fascino di Spectre sta proprio in questo equilibrio tra spettacolarità e introspezione: inseguimenti mozzafiato, location che spaziano dal Messico alle Alpi austriache fino ai vicoli di Roma e Londra, e insieme un protagonista più vulnerabile, più umano, costretto a fare i conti con legami familiari inaspettati e con un antagonista che conosce ogni sua debolezza. È un thriller di spionaggio elegante e cupo, che gioca con l'eredità della saga senza rinunciare al gusto per il gadget, per la donna misteriosa di turno, per il villain magnetico e inquietante. Piacerà a chi ama l'azione classica ma ben confezionata, a chi ha seguito le imprese dell'agente segreto più famoso del cinema e vuole vedere come si chiudono alcuni nodi lasciati aperti, e anche a chi cerca semplicemente due ore di intrattenimento di alto livello, tra esplosioni, ironia british e un pizzico di malinconia che rende il personaggio più vero che mai.



















































