C'è un pastore tedesco che da decenni fiuta indizi meglio di molti sbirri in carne e ossa, e la sua fama ha varcato i confini austriaci per approdare, nel 2008, nel cuore di Roma. Il commissario Rex versione italiana è infatti l'erede diretto della celebre serie poliziesca nata a Vienna, un sequel che trapianta il fiuto infallibile del quattro zampe più famoso della tv in un contesto tutto nostrano, tra i vicoli storici e le questure della Capitale.

La formula resta quella che ha reso il franchise un cult intergenerazionale: casi di cronaca nera da risolvere, indagini che intrecciano procedura investigativa e fiuto animale, e un cane che spesso arriva dove l'intuito umano non basta. Non è un semplice poliziesco: è una storia di squadra, dove il legame tra l'animale e i suoi compagni umani diventa il vero motore emotivo della narrazione. Ogni episodio propone un delitto da sciogliere, ma il cuore pulsante resta il rapporto di fiducia assoluta tra Rex e chi lo affianca, capace di trasformare ogni indagine in qualcosa di più caldo e coinvolgente rispetto al classico crime.

Chi ha amato l'originale austriaco troverà qui atmosfere familiari riadattate a uno scenario italiano, con quel mix di suspense, azione controllata e momenti più leggeri che ha sempre contraddistinto il format. È una serie adatta a chi cerca un giallo senza eccessi splatter, perfetto per una visione in famiglia, capace di intrattenere sia gli appassionati storici del commissario a quattro zampe sia chi si avvicina per la prima volta a questo universo investigativo tutto particolare, dove l'intelligenza canina fa spesso la differenza tra un caso irrisolto e la giustizia finalmente compiuta.