Occhi di Laura Mars Film

Immaginate di chiudere gli occhi e vedere attraverso quelli di un assassino, condividendone lo sguardo proprio nell'istante dell'omicidio, senza poterlo fermare. È questa l'inquietante premessa di Occhi di Laura Mars, thriller del 1978 che mescola suspense e soprannaturale con l'estetica patinata e provocatoria della moda newyorkese di fine anni Settanta. Laura è una fotografa affermata, famosa per uno stile visivo aggressivo e controverso, quando comincia a essere tormentata da terribili visioni: scorci di omicidi che vede in tempo reale, come se i suoi occhi si sostituissero a quelli del killer. Un dono che si trasforma in incubo, soprattutto quando capisce che le vittime sono legate al suo mondo professionale.
Il film gioca abilmente sul confine tra realtà e percezione, trasformando la macchina fotografica in uno strumento ambiguo, capace di rivelare la verità o di manipolarla. L'atmosfera è quella tipica del thriller psicologico anni Settanta: luci fredde, ambientazioni newyorkesi, un senso crescente di paranoia che avvolge la protagonista e lo spettatore insieme a lei. Non è un semplice giallo con un colpevole da scovare: è anche una riflessione, mai didascalica, sul potere delle immagini e sul confine sottile tra arte e violenza, tema che negli anni Settanta cominciava a farsi strada nel cinema di genere.
Chi ama i thriller atmosferici, con una componente soprannaturale ben dosata e un'ambientazione fortemente identitaria, troverà in questo film un piccolo cult da riscoprire. Una visione ideale per chi cerca tensione, mistero e un pizzico di inquietudine autentica, senza bisogno di effetti speciali eclatanti.



















































