Immaginate un uomo che passa le notti a spalare neve per tenere pulita una strada di montagna, silenzioso e metodico come solo chi ama la routine sa essere. Poi immaginate che quella routine esploda in mille pezzi nel giro di una telefonata. È da questo cortocircuito che parte In ordine di sparizione, film norvegese del 2014 che mescola con gusto raro il gelo del thriller nordico e il sarcasmo tagliente della commedia nera. Nils, il protagonista, non è un eroe d'azione nel senso classico: è un cittadino modello, un padre che si ritrova travolto dal dolore quando scopre che la morte del figlio non è stata un incidente, ma un errore della malavita locale. E allora, senza clamore, decide di trasformare il proprio lutto in una missione di vendetta tanto metodica quanto la sua vecchia routine da spazzaneve.

Il bello di questo film sta proprio nell'equilibrio instabile tra violenza e ironia surreale: da un lato la spirale di sangue che coinvolge il boss soprannominato il Conte, criminale spietato ma con manie da esteta e da vegano convinto, dall'altro l'arrivo scomposto della mafia serba, pronta a complicare ogni piano con la sua fisicità grezza e imprevedibile. Ne nasce un gioco a incastro di vendette, equivoci e colpi di scena, ambientato in paesaggi innevati che sembrano quasi un personaggio in più, freddi, immensi, capaci di amplificare ogni tensione.

È il film giusto per chi ama i revenge movie fuori dagli schemi, con un antieroe più caparbio che invincibile, e per chi apprezza l'umorismo scandinavo, secco e imprevedibile, capace di far ridere anche nelle situazioni più cupe. Una serata perfetta per chi cerca adrenalina, ma con un sorriso storto sulle labbra.