Una pietra scolpita quarantamila anni fa, arma di un delitto contemporaneo: è l'immagine che apre Gli omicidi di Pont d'Arc, film del 2023 che trasforma le rive selvagge dell'Ardèche in un teatro di morte e memoria. Il corpo del presidente del museo dedicato a una grotta paleolitica scoperta di recente viene ritrovato da alcuni kayakisti lungo il fiume, con un reperto preistorico incastonato nel collo: un dettaglio che da subito consegna alla storia un'aura quasi rituale, sospesa tra archeologia e cronaca nera. Il paesaggio calcareo di Vallon Pont d'Arc, con le sue gole spettacolari e i suoi silenzi millenari, diventa protagonista tanto quanto i personaggi, regalando alla vicenda un'atmosfera densa, quasi sospesa fuori dal tempo.

Al centro dell'indagine ci sono il capitano Manon Ferret Duval e il collega Riad Lekcir, costretti a collaborare nonostante un passato che li lega in modo doloroso e irrisolto. Lei è convinta che il fratello maggiore di lui, Kamel, ormai scomparso, sia il vero responsabile dell'omicidio dei suoi genitori avvenuto nel 1994. Lui non ha mai smesso di credere nella sua innocenza. Questo conflitto personale si intreccia con l'indagine sul presente, alimentando una tensione costante che va ben oltre il classico giallo procedurale: qui il mistero diventa anche resa dei conti con la memoria, la lealtà familiare e la verità che si può accettare solo con fatica.

Un thriller che unisce suspense contemporanea e ombre del passato, perfetto per chi ama i gialli francesi capaci di intrecciare caso criminale e dramma intimo, senza mai perdere il fascino ipnotico di un paesaggio naturale che custodisce segreti antichi quanto l'uomo.