Quattro vecchietti al bancone, una tombola di paese e un cadavere di troppo: benvenuti a Pineta, dove il pettegolezzo è uno sport nazionale e il barista fa da detective per necessità più che per vocazione. I delitti del BarLume apre le danze nel 2013 con La tombola dei troiai, episodio capostipite di una serie TV che ha saputo trasformare il giallo all'italiana in qualcosa di irresistibilmente diverso: ironico, mai urlato, capace di far ridere e intrigare nello stesso respiro.

Al centro c'è Massimo, gestore di un bar sul mare, uomo dal carattere ombroso e reduce da un divorzio che gli ha lasciato addosso una certa insofferenza per il mondo. Suo malgrado si ritrova invischiato nelle indagini su un delitto locale, spinto più dalla necessità di mettere a tacere le chiacchiere dei quattro anziani habitué del locale che da un vero fiuto investigativo. Sono proprio loro, con le loro discussioni oziose e le teorie improbabili, a fornire involontariamente indizi preziosi. Attorno a Massimo ruota un microcosmo di personaggi vivissimi: la relazione ancora tutta da scrivere con il commissario Vittoria Fusco, il rapporto complice e a tratti esasperato con la barista Tiziana, e l'arrivo scomodo di un fratellastro, Beppe, che complica ulteriormente una vita già di per sé disordinata.

Ambientata in una Toscana solare e pettegola, la serie mescola con equilibrio raro giallo e commedia, restituendo un ritratto autentico della provincia italiana, dei suoi riti e delle sue piccole ipocrisie. È perfetta per chi cerca un mistero da risolvere senza rinunciare a una risata, e per chi ama i personaggi che si scoprono un episodio dopo l'altro, con dialoghi taglienti e un umorismo tutto toscano.