Uno specchio che restituisce due immagini diverse, uno scambio d'identità durante il Festival di Cannes, un colpo da milioni di dollari appena consumato: Brian De Palma apre Femme Fatale con l'audacia di chi non ha paura di disorientare lo spettatore, ed è proprio questo smarrimento calcolato il primo, irresistibile gancio del film. Un fotografo di gossip interpretato da Antonio Banderas immortala per caso, sulla Croisette, una donna bellissima e sfuggente, senza immaginare di aver messo l'obiettivo su un mistero molto più grande di un semplice scatto rubato.

Da lì il regista costruisce un thriller erotico che è anche un raffinato gioco di prestigio visivo, dove ogni inquadratura sembra nascondere un doppio fondo. De Palma, maestro dichiarato del cinema di suspense, mette in scena ambiguità, inganni e coincidenze che paiono destino, in un continuo rimando a Hitchcock filtrato dalla sua ossessione per lo sguardo, il voyeurismo, la messinscena come trappola. Cannes diventa palcoscenico perfetto per una storia di identità scambiate e passati che tornano a bussare, con un'atmosfera sospesa tra il glamour più patinato e il torbido.

È un film per chi ama il cinema di genere intelligente, quello che gioca apertamente con lo spettatore, lo illude, lo sorprende, lo costringe a rimettere in discussione ciò che crede di aver capito. Non aspettatevi un thriller lineare: Femme Fatale è un puzzle elegante, sensuale e spiazzante, pensato per chi si diverte a lasciarsi ingannare da un regista che di inganni, sullo schermo, è sempre stato un virtuoso assoluto.