Una massaggiatrice su Facebook, uomini anziani e vulnerabili, un sonnifero disciolto chissà dove, e una scia di rapine che ha tenuto la Brianza col fiato sospeso. La storia di Tiziana Morandi è uno di quei casi di cronaca nera che sembrano usciti da un romanzo, eppure sono accaduti davvero, a Busnago, nell'estate del 2021.

La trappola della «mantide»

Tutto comincia quando un giovane disabile si presenta ai Carabinieri per denunciare una donna: secondo lui avrebbe drogato e derubato il padre anziano. Un episodio che sembrava isolato si rivela presto la punta di un iceberg. Gli investigatori scoprono che Tiziana Morandi, 47 anni, avrebbe utilizzato i social network per pubblicizzarsi come massaggiatrice, attirare uomini a casa sua e poi stordirli con un potente sonnifero prima di svuotargli i portafogli. Il soprannome che le appiccicano i giornali è immediato e impietoso: «la Mantide della Brianza».

«Un giorno in pretura» porta questo caso in aula con il suo stile documentaristico fatto di testimonianze, atti processuali e ricostruzioni che sanno trasformare un'udienza in un racconto avvincente. Il cuore del programma, però, sta sempre nel contrasto tra accusa e difesa: perché Tiziana Morandi nega tutto, si dipinge come una persona mite che ha fatto solo del bene, una ingenua finita in un meccanismo più grande di lei. È credibile? È vittima o carnefice? La risposta non è mai scontata quanto sembra.

Se amate la cronaca nera raccontata con rigore, se vi appassionano i casi giudiziari dove nulla è bianco o nero, questa puntata è costruita esattamente per voi. Un'ora abbondante in cui la realtà supera la fiction, e la provincia lombarda si trasforma in un palcoscenico inaspettato e inquietante.