I ragazzi del paradiso Film
Immaginate di perdere un paio di scarpe e che da quel piccolo disastro dipenda l'intera vostra vita quotidiana. È da questo dettaglio apparentemente minimo che prende il via una delle favole più toccanti del cinema degli anni Novanta: I ragazzi del paradiso, film iraniano del 1997 firmato da Majid Majidi, regista capace di trasformare la semplicità in poesia visiva.
La storia è quella di Ali, un bambino che per sbaglio lascia che le scarpe della sorellina Zohre vadano perdute. Sapendo che la famiglia non ha i soldi per comprarne un altro paio e temendo la reazione del padre, i due fratelli stringono un patto segreto: si divideranno le scarpe di Ali, alternandosi nell'usarle durante la giornata scolastica. Quello che ne nasce è un piccolo affresco di dignità, complicità e amore fraterno ambientato nei vicoli e nei quartieri poveri di Teheran.
Un cinema che sa emozionare senza manipolare
Majidi costruisce ogni scena con una delicatezza rara, senza mai scivolare nel pietismo né nella retorica. I suoi protagonisti bambini sono straordinariamente naturali, e le loro peripezie quotidiane diventano una corsa appassionante verso qualcosa che per loro vale quanto un tesoro. Il film è stato candidato all'Oscar come miglior film straniero nel 1999, un riconoscimento che dice molto sulla sua capacità di parlare a pubblici lontanissimi per cultura e geografia.
Chi ama il cinema capace di toccare le corde più autentiche dell'emozione, senza effetti speciali né colpi di scena, troverà questa pellicola irresistibile. È una storia per tutte le età, perfetta da vedere in famiglia, che ricorda quanto possano essere grandi i sogni piccoli. Stasera vale decisamente la pena.