C'è un modo di guardare una città che va oltre la cartolina, oltre il tour guidato e il selfie davanti al Duomo. Luigi Maria Perotti lo conosce bene, e stasera ce lo dimostra in questo documentario che trasforma Siena in qualcosa di molto più grande di una meta turistica.

Un viaggio nell'anima di una città millenaria

"Di Là Dal Fiume E Tra Gli Alberi" prende il titolo con tutta la sua poesia e la rispetta fino in fondo. Perotti accompagna lo spettatore in una Siena inedita, quella che vive sotto la superficie visibile, nascosta tra le pietre consumate dei vicoli, nei rituali antichi del Palio, nella memoria collettiva di una comunità che da secoli custodisce un'identità straordinariamente compatta. Non è un documentario di viaggio nel senso convenzionale: è piuttosto una meditazione sul tempo, sulla bellezza e sul significato profondo che i luoghi sanno restituire a chi li sa davvero ascoltare.

La regia costruisce un'atmosfera contemplativa senza mai scivolare nella noia: ogni inquadratura sembra voler fermare un istante irripetibile, quell'ora del pomeriggio in cui la luce toscana trasforma le facciate in oro antico, o quella piazza vuota all'alba che racconta più di mille guide turistiche. Il senso della vita evocato nel titolo non è una promessa esagerata: il documentario interroga davvero cosa significhi appartenere a un luogo, radicarsi, tramandare.

Chi amerà questo documentario? Certamente gli appassionati di cultura italiana e di paesaggio umano, ma anche chiunque cerchi stasera qualcosa di lento e prezioso, capace di rallentare il ritmo frenetico della settimana. Un'ora di televisione che lascia qualcosa dentro, e questo, nel panorama attuale, è già tutto.