C'è chi passa le feste tra tombola e panettone, e c'è chi invece deve prima incastrare un fuorilegge o bluffare al tavolo giusto. Botte di Natale, film del 1994, parte da un'idea semplice e irresistibile: una madre che vuole solo i suoi figli a tavola per Natale, e due figli che di mestieri tranquilli non ne hanno mai fatti. Da una parte c'è Travis, baro di professione, abituato a vivere di carte truccate e nervi saldi. Dall'altra Moses, cacciatore di taglie con dieci bocche da sfamare, che proprio a ridosso delle feste si ritrova sulle tracce di un bandito la cui cattura vale il denaro necessario a garantire un Natale decente alla sua famiglia numerosa. Quando arriva la lettera della madre, Travis si mette sulle tracce del fratello per convincerlo a tornare a casa insieme, e da qui parte un'avventura che mescola il tono scanzonato della commedia con l'ambientazione polverosa e vivace di un western venato di spirito natalizio.

Il bello di questa storia sta proprio nel contrasto tra i due fratelli, uno che vive di inganno e leggerezza, l'altro che porta sulle spalle il peso di una famiglia enorme e di un lavoro rischioso, e nel modo in cui le loro strade si intrecciano proprio quando dovrebbero convergere verso casa. Non manca l'azione, non manca l'ironia, e sullo sfondo resta sempre quel filo di calore familiare che rende il periodo natalizio un'occasione buona per ritrovarsi, anche quando la vita ha altri piani.

È il tipo di film adatto a chi cerca una serata diversa dal solito cinepanettone, con un pizzico di avventura, qualche risata e un cuore di famiglia sotto la superficie scanzonata.