C'è chi va al campo estivo per perfezionare la tecnica musicale, e chi ci va per combinare guai. Nel caso di Matt Stifler, fratello minore del leggendario Steve, è decisamente la seconda opzione. American Pie: Band Camp, uscito nel 2005 come primo capitolo della serie di spin-off direct-to-video, prende il testimone della saga originale e lo consegna a una nuova generazione di personaggi, con risultati che strappano più di qualche risata genuina agli appassionati del franchise.

La premessa è tanto semplice quanto efficace: Matt Stifler, strafottente e volgare come da tradizione di famiglia, viene spedito al campo musicale estivo come punizione per una delle sue marachelle più spettacolari. Armato di telecamera nascosta e ambizioni da regista improvvisato, si ritrova circondato da ragazzi appassionati di musica che non hanno nulla a che fare con il suo stile di vita. L'atmosfera è quella comica e leggermente irriverente che ha reso celebre la serie originale: equivoci, situazioni imbarazzanti, qualche momento di volgarità consapevole e un cuore sentimentale che emerge pian piano sotto la superficie.

Chi si aspetta di ritrovare Jim, Oz e compagni rimarrà deluso: dei personaggi storici rimangono solo Sherman e il padre di Jim, piccoli ponti affettivi con la saga madre. Il film punta tutto su Matt e sull'energia caotica che porta con sé, costruendo intorno a lui un microcosmo di caratteri strambi e simpatici.

È un prodotto chiaramente pensato per i fan della serie, non un capolavoro del cinema comico, ma funziona bene come intrattenimento leggero per una serata senza pretese. Se avete amato l'umorismo sopra le righe degli American Pie originali e volete qualcosa di spensierato, questo spin-off sa come farvi passare un paio d'ore con il sorriso.