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gli occhi cambiano

Gli occhi cambiano Documentario

rai 1
Andrà in onda lunedì 26 dicembre, alle ore 23.35 su Rai 1, il primo appuntamento con l’ultimo documentario di Walter Veltroni: Gli occhi cambiano è un viaggio nella storia sociale, politica e culturale dell’Italia contemporanea, costruito grazie a quello sterminato patrimonio che sono i filmati di repertorio contenuti nelle teche del servizio pubblico. Infatti, a commissionare al 55enne politico e scrittore questo lavoro è stata proprio Rai Storia che, nell’arco delle sei puntate che saranno trasmesse fino al 4 gennaio, racconta il nostro Paese attraverso altrettante suggestioni: sei parole-chiave attorno alle quali si sviluppa il “fil rouge” della sua narrazione per immagini.
Walter Veltroni torna in televisione dopo l’esperimento di Dieci Cose, format andato in onda tempo addietro, e lo fa con un prodotto di cui ha curato l’ideazione e anche la regia. A firmare Gli occhi cambiano è infatti il giornalista, politico e scrittore romano che, lavorando su uno vastissimo archivio video, ha assemblato un documentario in sei puntate, della durata di 70 minuti ciascuna e nelle quali affronta uno dei temi a lui più cari, ovvero quello della memoria e del come eravamo. L’ex sindaco di Roma ha dato a Corrado Augias una spiegazione dell’evocativo titolo nel corso del programma “Quante Storie”, affermando che è il tempo a cambiare il modo in cui percepiamo la realtà: “I nostri occhi cambiano nel vedere cose diverse: non è solo ciò che ci circonda a trasformarsi nel tempo, ma è anche il modo di guardare la storia che, oggigiorno, è diverso da quello di quarant’anni fa”.




Come detto, la prima puntata di Gli occhi cambiano andrà in onda il giorno di Santo Stefano, nella seconda serata di Rai 1, mentre gli altri cinque segmenti sono in programma martedì 27 e mercoledì 28 dicembre e, nel nuovo anno, lunedì 2, martedì 3 e mercoledì 4 gennaio. Come spiegato dallo stesso autore, si tratta di un prodotto totalmente “Made in Rai” dal momento che non solo i tecnici che vi hanno lavorato sono tutti collaboratori dell’azienda pubblica, ma anche il materiale utilizzato per il montaggio finale viene dalle teche degli archivi Rai. “Si tratta di un patrimonio di più di 60 anni di immagini, una carrellata di volti e fatti probabilmente unica e che io ho utilizzato per comporre il mio racconto” ha spiegato Veltroni. Per ordinare in modo tematico questo materiale (spezzoni di telegiornali, interviste dell’epoca e frammenti inediti di programmi), ogni puntata del documentario tratterà un argomento specifico, a partire da una parola-chiave che farà anche da titolo. “Ridere”, “Amare”, “Cantare”, “Tifare”, “Sapere”, “Immaginare”: è questo il “lessico veltroniano” che racconta la storia d’Italia dagli anni Cinquanta ad oggi in chiave documentaristica, ma lasciando parlare i protagonisti e senza interventi dell’autore.

Nella conferenza stampa di presentazione del documentario (per il quale sono previste delle repliche a gennaio inoltrato in prima serata su Rai Storia), i vertici di via Mazzini hanno spiegato che l’idea da cui nasce questo progetto è la volontà di “declinare” quelli che sono sei verbi “molto significativi nella nostra quotidianità” e ricavarne suggestioni e spunti per rileggere la storia d’Italia. Inoltre, la realizzazione del documentario ha significato per Veltroni e i suoi collaboratori anche un lavoro di ricerca di materiali perduti e il restauro di filmati di teca inediti o dimenticati da decenni: è anche questo il senso dell’operazione che punta a mostrare queste immagini al telespettatore di oggi e da punti di vista sempre diversi.

Critica

Storia
Documenti

Interessanti documentari su documenti sia cartacei che video della nostra storia. Profondo e serio.

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4 Commenti

  1. maria grazia melia

    Un lavoro meraviglioso. Non ho parole per descrivere la sensibilità e l’estro, ma anche la perizia la cultura, la conoscenza che l’autore ha dimostrato. Finalmente qualcosa da guardare in tv, finalmente qualcosa che arricchisce lo spettatore offrendo spunti di profonda riflessione.

  2. Eltrudis Giampiero

    Ho trovato le sei puntate più che interessanti; sono stati appuntamenti pieni di “intelligenza”, “capacità” di saper “ricercare”, “condensare” e “riproporre”. Ho, grazie ai video proposti, alle interviste, rivissuto episodi che hanno segnato la nostra vita italiana dal dopoguerra in poi.
    Spero che a questo seguano altri progetti simili e che vengano proposti in prima serata perché siano più facilmente “visibili” anche da una più ampia fascia di teleutenti. Abbiamo bisogno di una televisione più intelligente e, in questo caso, e non solo, la RAI ha dimostrato che ciò é possibile. Un particolare complimento a Walter Veltroni che ancora una volta ha saputo dimostrare che “buon sangue non mente”. In ultimo una domanda: come fare per avere una copia dei sei DVD? Sono in vendita?

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